Presentazione
Circa vent’anni fa l’agronomo Dr. Alberto Viganò, impiantò nelle sue proprietà situate nel territorio pievese alcuni bulbi di zafferano provenienti dalla Spagna e precisamente dal territorio di Valencia. Da questa esperienza derivarono altre piccole coltivazioni condotte da alcuni coltivatori pievesi affascinati anch’essi dalla spezia.
Nel giugno 2003, con la fattiva collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Città della Pieve, della Comunità Montana Monti del Trasimeno e della Facoltà di Agraria di Perugia affiancate da altri soggetti quali Gal Trasimeno Orvietano Slow Food – Condotta Trasimeno e Associazioni di Categoria, nasce il Consorzio “Alberto Viganò” per la tutela de “Il Croco di Pietro Perugino – Zafferano purissimo in fili di Città della Pieve”. Il Consorzio associa ad oggi 21 soci, tutti produttori di zafferano, le cui aziende ricadono nella Zona di Produzione che comprende i terreni posti a quota da 300 m a 600 m slm dei Comuni di Città della Pieve, Paciano, Panicale, Piegaro Castiglione del Lago (limitatamente al suo settore meridionale) Monteleone d’Orvieto e Montegabbione.
Il Consorzio è stato costituito per tutelare lo Zafferano di Città della Pieve e si propone di distinguerne, difenderne, e promuoverne la produzione ed il commercio salvaguardandone la tipicità e le caratteristiche peculiari.
Il Consorzio si è dotato di un Disciplinare di produzione a cui devono attenersi rigorosamente i produttori per potere utilizzare il marchio del Consorzio. Sono inoltre determinate le pratiche colturali e di produzione, con particolare attenzione a tecniche agronomiche eco-compatibili, le caratteristiche del prodotto e le norme di confezionamento.
Il fatto che lo zafferano sia stato coltivato nel tempo in cui visse il più grande figlio di Città della Pieve, Pietro Cristoforo Vannucci detto “Il Perugino” (1450 ca – 1523), uno dei grandi maestri del Rinascimento italiano, induce a stabilire un collegamento con la cucina del suo tempo, ripresa e riadattata da quella di oggi. Lo zafferano è stato nuovamente introdotto a Città della Pieve da circa vent’ anni.