I prodotti della norcineria



Tra i prodotti realizzati dalla grande maestria dei norcini, con la giusta lavorazione e preparazione si debbono ricordare:

Mazzafegate - salsicce di fegato dolci e salate.  Possono essere cotte sia fresche che semi stagionate.  Il loro nome deriva quasi sicuramente da “mezzo fegato” per la loro composizione, ma in alcune parti dell’Umbria le chiamano “ammazza fegato” essendo un prodotto dal sapore vigoroso e intenso.  Sia piccanti che dolci sono composti dalla tritatura di fegato, milza, cuore, polmone, lingua una parte di guanciale fresco con l’aggiunta di un po’ di grasso; tutto viene poi condito con buccia di arancio, pepe, sale.

Budelluzzi - (budellacci) affumicati e realizzati con le interiora del suino.

Salsicciotto - termine che fa riferimento alla salsiccia con la quale condivide quasi completamente le caratteristiche dell'impasto, ma che indica i salami fatti in casa o  da alcune norcinerie o macellerie tradizionali. Si presenta come un salame di medie dimensioni, la grana è medio fina e si consuma dopo circa 3-4 mesi di stagionatura quando ancora non è completamente essiccato e duro .La tradizione vuole che sia aperto il giorno di Pasqua e consumato insieme alla torta la formaggio.

Cotechino - è il classico insaccato da fare cotto e viene preparato macinando insieme in modo grossolano  sia parti magre e piuttosto sanguigne del maiale (costole prossime al collo, spolpatura delle ossa) che cotenne. L'impasto viene  aromatizzato da spezie e a seconda della ricetta locale anche con vino e quindi insaccato in un budello piuttosto grosso e chiuso alle estremità.  Dopo essere stato in luogo temperato per alcuni giorni, si continua la stagionatura in ambiente fresco e asciutto per almeno un mese; dopo di che risulta pronto alla cucina.

Capocollo - la consuetudine vuole che la sua produzione iniziasse durante le feste natalizie, poiché le basse temperature permettevano la macellazione; la stagionatura veniva attuata durante l’inverno ed in parte nella primavera. A Pasqua il capocollo era pronto al consumo (spesso abbinato alla torta pasquale al formaggio).  Questo salume è di forma cilindrica, si presenta incartato con una carta gialla e legato da una piccola corda. Ha un gusto saporito ed è caratterizzato dalla particolare marezzatura  della carne.  Appena tagliato risulta di colore rossastro con venature di grasso.

Lombetto - È costituito dalla parte finale del lombo di maiale, è quasi completamente magro e si prepara con la stessa metodica del capocollo, rispetto al quale presenta dimensioni più ridotte e per questo motivo matura prima e si consuma già in primavera.

Ventresca - è un tipo di pancetta arrotolata, prodotta aromatizzando e salando il ventre  di suino sviscerato. Si elimina la cotenna  e si pone sotto sale la pancetta ed altre parti del suino, il tutto viene poi aromatizzato con pepe, sale, aglio e altre spezie; alla fine viene arrotolata , incartata, legata e appesa per circa tre mesi.  Mentre la ventresca “ tesa “viene stagionata senza essere arrotolata in quanto non è stata tolta la cotenna.

Baffo o Guanciale - Sono esattamente le guance del maiale che messe sotto sale con tutta la cotenna, e quindi condite con aglio, sale e pepe, risultano ottime sia da mangiare che da usare come condimento in cucina.  Alcune ricette antiche prevedevano esclusivamente l'utilizzazione di questo taglio.

Salsicce - è un salume di forma cilindrica di piccole dimensioni, legato in nodi o “rocchi” che ne favoriscono la conservazione e lo rendono estremamente pratico al consumo. Le salsicce sono preparate marinando la rifilatura magra della lavorazione del suino; polpa di spalla, prosciutto, pancia. L’impasto ottenuto viene condito con sale e pepe e poi insaccato. Possono essere consumate sia fresche che conservate sottolio o seccate all’aria per almeno 20 giorni.

Sanguinaccio - E’ sangue di maiale aggiunto di mosto cotto, qualche tazzina di caffè ristretto, cioccolato (o cacao), zucchero, mandorle (tostate e tritate), buccia d’arancia, uvetta, limone, cannella oltre al sale che serve ad evitare che il sangue coaguli.
Modalità di preparazione:  bisogna raccogliere il sangue del maiale appena macellato, girarlo subito con un mestolo di legno in modo da non farlo coagulare e poi passarlo al setaccio o colino.
Si devono unire tutti gli ingredienti, l’impasto così ottenuto viene messo a riposo per un giorno intero; successivamente viene insaccato in un budello del suino e legato, quindi immerso in una pentola e fatto bollire fino a quando non risale in superficie.  Raggiunta una densità abbastanza cremosa, si fa raffreddare. 
Si serve spalmato sul pane, tagliato a fette o ripassato in padella.
Il “Sanguinaccio” si conserva in barattoli di vetro anche per lunghi periodi avendo cura di tenerli in locali freschi e areati.

Lardo e Strutto - Una delle operazioni più importanti nella trasformazione del maiale e il recupero del grasso e la sua conservazione.  Le parti di grasso più morbide e vicine ai muscoli venivano fuse, filtrate e riposte nella vescica o in vasi di vetro o terracotta che poi si conservavano in luogo fresco. 
Questo tipo di grasso, chiamato "strutto", si usava soprattutto per friggere. 
Invece il sodo strato adiposo, attaccato alla cotenna del dorso, il lardo, viene  tagliato in pezzi piuttosto grossi di forma quadrata o rettangolare e ricoperto di sale affinché assorba la quantità necessaria per la conservazione.  In alcuni casi il lardo viene anche affumicato tanto da assumere il caratteristico sapore.
 
Friccioli - Detti anche ciccioli, sono minuti pezzettini di carne che si ottengono come residuo dalla trasformazione della sugna in strutto. Restano nel fondo del recipiente una volta squagliato il grasso e risultano ottimi per la preparazione della pizza.

Coppa o coppa di testa - Vera specialità che vanta una tradizione molto radicata in tutto il territorio e che consentiva di consumare e di conservare anche le parti meno nobili del maiale (per la metodica di preparazione e la materia prima, vedi Norcineria Oreto).

Porchetta - Suino disossato condito e cotto al forno