San Venanzo
DA VEDERE
Zona Archeologica “Poggio delle Civitelle”
Parco Naturalistico dell’Elmo
Parco dei Sette Frati
Centro Educazione Ambientale Sette Frati
La “Buca del Diavolo” (resti paleolitici)
Breccia Ossifera del Villafranchiano
Santuario della Madonna della Luce
DA GUSTARE
La “Sella di San Venanzo
I prodoti della norcineria tipica
I prodotti del sottobosco e le castagne
I prodtti agricoli biologici
I piatti di selvaggina
LA FONTE MIRACOLOSA
A San Vito in Monte si trova
un’acqua curativa capace di “prodigi”. Ad essa fece ricorso anche LeoneXIII e le virtù della fonte “la Madonnuccia” (questo il suo  nome) furono decantate nell’Ottocento dal Chimico G Texeira
La cittadina, di origine medioevale, sorge sulle pendici del Monte Peglia.  Il suo nome deriva da Venanzio o Venanzo, soldato romano le cui reliquie sono custodite e venerate nella cattedrale di Camerino.  Secondo una leggenda il giovane, transitando a cavallo per l’Umbria e fermatosi sulle pendici del Monte Peglia, non trovando di che dissetare sé e la sua bestia, fece scaturire una polla d’acqua dalla viva roccia con la punta della spada;  ma il nome potrebbe derivare anche dall’attività venatoria esercitata sin dall’antichità nei boschi presenti nelle zone circostanti il pane.  Dal nome San Venanzo deriva il il termine attibuito alla venanzite, un minerale unico che, a partire dalla fine degli anni ‘60 e dai primi primi anni ‘70 fu oggetto di attività estrattiva.


MUSEO VULCANOLOGICO
In questa zona, 265.000 anni fa, era attivo uno dei tre vulcani “bonsai” identificati da studi recenti e che hanno permesso di sviluppare anche il filone del turismo scientifico con l’apertura del Museo Vulcanologico, ospitato nelle vicinanze di Villa Faina, edificio storico nel cuore del capoluogo.  Il centro visite (Museo Vulcanologico) fornisce tutte le informazioni necessarie alla visita dei vulcani e introduce all’affascinante mondo della geologia e dei fenomeni che hanno modellato l’ambiente circostante.

IL PARCO DEL VULCANO
Perla del Museo è la “venanzite”, una roccia vulcanica unica al mondo nel suo genere per caratteristiche e composizione, che può essere visualizzata in loco in un’antica cava che è anche il fulcro del Parco vulcanologico.  Quest’ultimo si snoda attraverso un sentiero naturalistico di circa 2 Km che permette di ricostruire le morfologie dei tre antichi vulcani, di toccare con mano i prodotti dell’attività lavica.  È un vero e proprio Museo all’aria aperta che rappresenta un’ottima palestra didattica per le scuole che volessero approfondire lo studio delle rocce ignee.

CUORE VERDE DELL'UMBRIA
Lo sforzo congiunto degli enti locali e la buona volontà dei privati hanno trasformato il patrimonio ambientale nella risorsa più preziosa per rilanciare un territorio pieno di fascino e coperto da boschi per il 60 per cento.  I colori e la quiete di una natura accogliente si offrono a chi pratica il turismo rurale, settore in forte espansione per la presenza di una qualificata rete agrituristica a gestione familiare che si è sviluppata grazie al recupero di antichi casolari contadini.